Riunione Nazionale di Elettromagnetismo - RiNEm 2008

Lecce, 15-19 Settembre 2008

La cittą di Lecce PDF Stampa E-mail

" I riverberi, i luccichii, i soffi dei due mari sembrano quasi incontrarsi a mezz'aria. Cosi' tutto si presenta lucido, come se fosse avvicinato da un effetto ottico, ed insieme ingannevole. Sembra anche di essere sul mare se si alzano gli occhi, contemplando le nuvole che galoppano velocemente tra l'Adriatico e lo Ionio. Il Salento è una terra di miraggi, ventosa; è fantastico , è pieno di dolcezza; resta nel mio ricordo più come un viaggio immaginario che come un viaggio vero."
(Guido Piovene - Viaggio in Italia)

  

Lecce, città distinta e aristocratica, spirituale e intellettuale più che economica e commerciale, una sua 'classe' che le proviene da secoli di vita civile. Per la bellezza e ricchezza dei suoi monumenti e per la fedeltà alle sue tradizioni Lecce fu detta 'Atene delle Puglie' ed il Barocco leccese, le ha fatto meritare l'appellativo di 'Firenze del Sud'.
Il segreto del barocco leccese sta nella pietra di Lecce: un calcare marmoso di grana compatta e omogenea, ma tanto tenero da poter essere lavorato con lo scalpello e l'accetta, usato per la creazione di colonne tortili, cornici fastose, balaustre a trafori, frontoni ricurvi, vasi da fiori e frutta, nastri svolazzanti, putti e mascheroni.Le tradizioni più importanti dell’artigianato salentino sono l’antica e celebrata lavorazione della cartapesta leccese, la terracotta nella realizzazione dei caratteristici fischietti, la ceramica, la lavorazione del ferro battuto.
Di particolare interesse antropologico sono l’ormai estinto fenomeno del tarantismo, una forma isterica di straordinario impatto scenico, ed il rimontante culto della pizzica, la musica tradizionale e battente che un tempo accompagnava i riti di guarigione delle tarantate, ossia delle donne che si credeva fossero state morse dalla tarantola. Negli ultimi anni quello della pizzica e della revisione formale del tarantismo, ormai svuotato dei suoi connotati antropologici tradizionali, ha assunto dimensioni di fenomeno culturale al punto da farne il più caratteristico e famoso dei segni di riconoscimento del Salento. Vedi collegamenti a Notte della Taranta   e Comuni della Grecia Salentina .

 

 

  

L'anfiteatro Romano

  

 Situato nella centralissima Piazza Sant'Oronzo, interamente scavato nel tufo, fu portato alla luce nel 1938. La sua costruzione risale al II secolo d.C., ed era luogo di spettacolo e di divertimento delle guarnigioni romane stanziate nei pressi della città, all’epoca riusciva a contenere fino a oltre 20.000 spettatori. in epoche successive fu sotterrato e sovrastato da altri edifici. Nel 1901, però, durante gli scavi per la costruzione della sede locale della Banca d’Italia, fu portato alla luce grazie alla determinazione di Cosimo De Giorgi, il quale considerò la scoperta come: "uno stemma nobiliare trovato per caso frugando fra le carte di famiglia e del quale non conoscevamo l’esistenza". Restano visibili ancora oggi le gradinate dell’ordine inferiore, separate dall’arena da una balaustra ricca di rilievi, raffiguranti scene di caccia e combattimenti tra animali.  

 

 

Piazza S. Oronzo.

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Il nome della piazza si deve al nome del Santo Patrono di Lecce, Oronzo, la cui statua svetta alta sulla colonna si S. Oronzo appunto, intestatagli come segno di ringraziamento per lo scampato pericolo di peste che si abbatté sul Regno di Napoli provocando molte vittime. Il popolo e il clero leccese, tra cui il Vescovo Luigi Pappacoda, si convinsero così che la città era stata risparmiata per intercessione del Santo. Al centro della piazza inoltre è possibile ammirare un mosaico raffigurante lo stemma della città.

  


  

  

Il sedile

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Il Palazzo del Seggio o Sedile di Lecce è un maestoso edificio cubico aperto su Piazza S. Oronzo. Fu eretto nel 1592 come sala udienze e riunioni, le cui grandi vetrate assumevano il significato di garanzia e simbolo di trasparenze degli atti pubblici siglati all’interno di questo edificio. L’edificio riporta sui portali, ispirati a forme gotiche con armi, trofei e stemmi della città di Filippo II di Spagna.  A ridosso tra Ottocento e Novecento fu sede del Museo Civico. Oggi il palazzo del Seggio è spazio culturale destinato ad essere una delle location più ricercate per gli artisti che vogliono esporre le loro opere a Lecce.

 

 

 

 

  


Basilica di Santa Croce.

 

 

MonSample Imageumento più rappresentativo del barocco leccese per quel tripudio di decori in pietra, costruita a cavallo di due secoli tra il 1549 e il 1646. Basti osservare la facciata principale, un organismo plastico complesso, che presenta accostati elementi tipici del Rinascimento Cinquecentesco ad esuberanti fantasie barocche, il tutto in un armonioso complesso architettonico di innata bellezza e di grande prestigio per arte barocca del Salento. L’elemento di maggior pregio dell’ordine superiore è il raffinato rosone barocco, tra i più pregevoli, raffinati ed eleganti che la storia dell’arte moderna possa ricordare. Il rosone, turbinio di foglie d’acanto e cerchi decorati finemente, è incorniciato da due colonne corinzie e affiancato da nicchie con le statue di San Benedetto e San Celestino, solo la sua presenza valorizza e esalta l’interno organismo architettonico, innalzandosi a simbolo del Barocco di Lecce. L'interno della Chiesa, a cinque navate, due delle quali assorbite dalle cappelle nel Settecento, comprende 17 altari. Particolare attenzione merita l'altare di san Francesco di Paola (1614). 

 

 

 

 

Palazzo del governo, ex convento dei Celestini.

  
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Sito accanto alla Basilica di Santa Corce, il monastero fu un vivace centro di cultura fino alla soppressione napoleonica nel 1807, quando i monaci furono allontanati e l'edificio divenne sede dell'Intendenza di Terra d'Otranto. Il prospetto fu iniziato nel 1659 e terminato nel 1695. La facciata è caratterizzata da due ordini di bugne spartiti da lesene ed è ravvivata dalle sontuose cornici delle finestre e delle logge terminali. Molto elegante è resa anche dalla varia e ricca decorazione.

 

 

  

  

  

 

 

Piazza Duomo.

 

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Il fulcro della vita religiosa di Lecce è collocato in piazza Duomo, nel cuore della Lecce Vecchia a due passi da Piazza S. Oronzo. Piazza Duomo comprende una serie di monumenti che si affacciano tutti intorno alla splendida Piazza: la cattedrale del Duomo, i palazzi del Vescovado e del Seminario, il Campanile. La facciata principale, con lo sfarzoso portale, è riccamente decorata e presenta ai lati due nicchie con le statue di S. Giusto e Fortunato con al centro la maestosa statua di S. Oronzo.
La facciata laterale, piuttosto semplice sotto il profilo decorativo, si sviluppa in due ordini arricchiti dalle statue di S.Gennaro, di S. Ludovico e dei SS Pietro e Paolo. Il campanile del duomo, alto circa 68 metri, a pianta quadrata, è formato da cinque piani coronati da balaustrate, e le pareti sono alleggerite da finestre ad arco pieno, decorate e sormontate da lapidi di grandezza decrescente verso l'alto.

    


 

   
Altri monumenti del barocco leccese sono le numerosissime chiese, tra le più importanti Santa Chiara, con un ricco portale su una facciata elegante, la chiesa dei Santi Nicolò e Cataldo, eretta dai normanni ma completata con una facciata barocca, la chiesa dei Teatini, la chiesa di San Matteo, la chiesa Greca, la chiesa di Sant’Anna e il Conservatorio e tante altre.

Altre informazioni su Lecce:
http://www.provincia.le.it/ ; http://www.comune.lecce.it/;
http://www.nelsalento.com/; http://www.vivilecce.it/; http://www.salentonline.it/;
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